Mastopessi

I seni  cadenti e vuoti possono derivare dalla perdita di peso, o dalla perdita di tessuto a seguito dell’allattamento. La mastopessi (o lifting seno) è una procedura chirurgica per sollevare il seno ed ottenere un aspetto più giovanile. Molte volte la procedura di mastopessi è combinata con la collocazione di un impianto sotto il seno per aumentarne il volume. Questo intervento è noto come mastopessi additiva.

Scendiamo più nei dettagli.

La mastopessi, ovvero il lifting del seno o più semplicemente il sollevamento del seno, è un gruppo di tecniche chirurgiche estetiche volte a sollevare il seno cadente. L' obiettivo della mastopessi è dunque quello di creare un seno sollevato con una forma attraente e un complesso areola capezzolo proporzionalmente dimensionati e posizionati correttamente.

I pazienti che si sottopongono a mastopessi richiedono quindi un procedura per il trattamento del rilassamento del seno dovuto ad esempio ad una gravidanza, all' invecchiamento, o a condizioni congenite. Una mastopessi finalizzata al sollevamento del seno è consigliata quando il problema non può essere risolto soltanto mediante l’inserimento di protesi mammarie (vedi mastoplastica additiva) o nel caso in cui il paziente non voglia mettere delle protesi mammarie. Alcune pazienti richiedono la mastopessi perché vogliono essenzialmente ridurre la dimensione di un’ areola allargata ( la pelle pigmentata che circonda il capezzolo ). Tutte le riduzioni del seno per via chirurgica comportano il sollevamento del seno.

  • Generalmente al termine cedimento si associa la parola ptosi, pertanto quando si fa riferimento a seni cadenti si parla anche di seni ptosici o ptosi dei seni.

La ptosi del seno si verifica quando le strutture di sostegno del tessuto connettivo della mammella, tra cui il derma ( strato più profondo della pelle) e i legamenti di Cooper, che fissano il tessuto e la pelle del seno al rivestimento del muscolo sulla parete toracica, si allungano e si indeboliscono. La qualità elastica del tessuto è compromessa per sempre. Ciò può accadere sia in caso di  una perdita di volume del seno a seguito di una gravidanza o di una dimagrimento importante, o in caso di aumento della lassità cutanea dovuto all'invecchiamento o alla gravidanza stessa. In sostanza, come descritto da Handel, nel suo capitolo La Chirurgia del Seno, Principi e Arte ( 1998), " Nel senso più ampio, la ptosi nasce da una discrepanza tra il volume del seno e la superficie di pelle che ne fa da involucro. La correzione di un seno cadente consiste dunque nell’ aumentare il volume del seno, e/o nel ridurre la superficie della pelle che lo racchiude: l’inserimento delle protesi mammarie mediante mastoplastica additiva aumenta il volume del seno mentre una mastopessi riposiziona il capezzolo e riduce la superficie di pelle che contiene il seno stesso. Le due azioni possono essere dunque combinate insieme per ottenere i risultati più ottimali, quando indicato.



Mastopessi opzioni chirurgiche

La mastopessi può essere fatta ricorrendo ad una varietà di tecniche chirurgiche, a seconda dell'entità del rilassamento, della quantità di tessuto mammario, e della preferenza della paziente relativamente al tipo e all'entità delle incisioni utilizzate e all'aspetto delle cicatrici risultanti. In generale, le procedure di mastopessi che comportano una maggiore rimozione e tensione della pelle e dunque un risultato di sollevamento migliore, producono anche incisioni più estese. Ciò è di particolare beneficio per le pazienti con cedimento da moderato a grave.
Viceversa, procedure di mastopessi con modelli di incisioni più piccole produrranno un minor sollevamento e allo stesso tempo cicatrici più contenute. Il compromesso tra le cicatrici e il sollevamento del seno è una delle considerazioni più importanti da fare per i pazienti che richiedono la correzione del seno cadente mediante la chirurgia estetica del seno. Per i pazienti con lieve cedimento che vogliono evitare cicatrici supplementari, il posizionamento delle protesi mammarie può da solo fornire un'alternativa alla procedura di mastopessi, dal momento che esso va a riempire il volume al di sotto della superficie di pelle che fa da contenitore al seno, a condizione però che la paziente sia disposta ad accettare qualche lassità residua al seno.
Salvo eccezioni, alcune generalizzazioni importanti dovrebbero essere tenute in considerazione da ogni donna che prendesse in considerazione di sottoporsi ad un intervento di mastopessi:

  • L’ intervento chirurgico di mastopessi per correggere un seno ptosico ( cadente ) raramente riesce a creare un seno non ptosico con una forma simile al seno di una giovane donna ( che non abbia avuto gravidanze ), senza cedimenti.
  • Il sollevamento del seno con la mastopessi non dura per sempre. La propensione del seno ad abbassarsi, come dimostrato dalla comparsa di tale evidenza prima dell'intervento chirurgico, indica inequivocabilmente che le rimanenti strutture di sostegno del tessuto connettivo della mammella sono deboli e inadeguate a sostenere il seno in modo permanente anche dopo la correzione con mastopessi.
    Quanto tempo durano gli effetti dell'intervento chirurgico di mastopessi? É difficile dirlo in quanto i tessuti di ogni paziente sono diversi, ma i benefici della mastopessi dovrebbero essere evidenti per anni. Il chirurgo estetico non ferma il tempo né annulla gli effetti della gravità, semplicemente va ad impostare l’orologio del tempo di qualche anno indietro.  Se è vero che l'aggiunta delle protesi al seno può migliorare significativamente l'aspetto del seno dopo l'intervento chirurgico di mastopessi, il peso aggiuntivo delle protesi mammarie, anche in posizione sottomuscolare, inevitabilmente esercita una pressione sull’area di correzione della ptosi mammaria e contribuisce ed agevola il cedimento stesso del seno.
  • In un certo qual modo l’intervento di mastoplastica additiva mediante impianto di protesi mammarie che espandono i volumi e mettono in tensione i tessuti si contrappone a quello della mastopessi che ha appunto lo scopo di risollevare il seno contro gli effetti della gravità e di tendere i tessuti medesimi. Infatti, comprensibilmente, laddove i volumi ed i relativi pesi aumentano si ha una tendenza maggiore di sottoporre i seni agli effetti della gravità. Il principio è molto semplice: se il seno subisce una maggiore tensione, nella nostra fattispecie dovuta ad un aumento del peso dei seni, essa tende ad abbassarsi più velocemente nel tempo, agevolando la caduta del seno verso il basso. Per evitare questo effetto collaterale il chirurgo insieme alla paziente deve stabilire quale è l’aumento del volume del seno ottimale, in modo da non compromettere gli effetti benefici di sollevamento della mastopessi. La scelta del volume delle protesi mammarie della paziente deve essere quindi basata sulla comprensione dettagliata di questo problema, quando viene preso in considerazione un intervento di mastopessi abbinato ad una mastoplastica additiva. I due interventi possono dover essere svolti separatamente in alcune circostanze.


Mastopessi Intervento

Mastopessi interventoLa mastopessi di per sé non è un’ operazione particolarmente dolorosa. Più ampie incisioni porteranno corrispondentemente ad un maggiore disagio, anche se le incisioni cutanee da sole non sono in genere gravemente dolorose. Quando la mastopessi è combinata con l’intervento di mastoplastica additiva il paziente sarà soggetto ad un maggior dolore nella fase iniziale, in particolare nell’area sottomuscolare, laddove le fibre muscolari vanno verso le costole, lo sterno e in prossimità della fascia (tessuto connettivo) dei muscoli che vengono tagliati per ricavare la tasca in cui vengono inserite le protesi mammarie. Al di là delle tecniche di mastopessi adottate, sia che si tratti di un sollevamento verticale che di mastopessi ad ancora, i drenaggi vengono quasi sempre utilizzati, in genere per 4-5 giorni. I pazienti sono invitati ad astenersi dagli esercizi pesanti con la parte superiore del corpo per 4 settimane successive alla mastopessi, e non possono guidare l' automobile o utilizzare macchinari mentre sono sotto somministrazione di antidolorifici. Solitamente i pazienti interrompono gli antidolorifici entro circa una settimana dalla mastopessi.

Nei casi in cui la mastopessi si combina con un intervento di aumento del seno con protesi mammarie ( mastoplastica additiva ), vengono prescritti dei miorilassanti ( rilassanti muscolari ), che hanno dimostrato essere molto utili in quanto riducono la necessità di ricorrere agli antidolorifici e alleviano gli spasmi muscolari. Le suture ( i punti ) sono solitamente riassorbibili e quindi non devono essere rimosse. Il gonfiore andrà riducendosi nel corso delle settimane successive e il seno pian piano si assesterà nella sua nuova posizione. Possono comparire lividi  ma generalmente sono lievi e si risolvono dopo 2-3 settimane dalla mastopessi. I pazienti possono fare la doccia soltanto dopo la rimozione dei drenaggi. Nei casi in cui non vengono utilizzati i drenaggi, i pazienti possono fare la doccia anche dopo 48 ore dall’intervento. Il cambio di medicazione non è impegnativo e avviene a livello ambulatoriale. Per i pazienti che hanno avuto una mastopessi periareolare, è raccomandato portare per 12 settimane una medicazione adesiva trasparente sull’ incisione, per ridurre il rischio che la cicatrice si allarghi. Massaggi e esercizi di compressione vengono iniziati dopo 2 settimane dalla mastopessi nei pazienti con protesi.


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